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Il Blog del Partito Democratico di Castellaneta
Scene da fine impero.
post pubblicato in Il Paese, il 6 novembre 2010


Nel consiglio comunale tutto rinviato alla prossima assise. Mancavano alcuni atti del progetto.

Nulla di fatto per il canile comunale. Doveva essere il consiglio per l’avvio della sua costruzione. Si è trasformata nell’assise della confusione. Carte che mancavano, minacce di denunce accuse ai dirigenti e chiusura per mancanza di numero legale.

 

E’ questa la sintesi stringata del consiglio comunale tenutosi venerdì sera che non ha prodotto null’altro che rinvii. Rinvio ad una riunione dei capi gruppo per decidere la posizione che la città di Castellaneta  nella conferenza dei servizi sul Parco delle Gravine prevista il 20 ottobre.

Rinvio per la nascita canile. Dopo la presentazione dell’assesore Fiorito  del deliberato di giunta, il consigliere del Pd Angelo Loreto, faceva notare la mancanza di importanti documenti nell’atto, tra cui la planimetria del progetto e il quadro cartografico. Inoltre si rimandava ad un disciplinare che termina con un punto interrogativo. La bagarre che ne è seguita evidenziava le mancanze degli atti. La maggioranza si dileguava e il consiglio veniva sospeso  per mancanza del numero legale.

Se ne riparlerà la prossima volta.




permalink | inviato da PDCASTELLANETA il 6/11/2010 alle 18:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
consigli per i consiglieri comunali di maggioranza...
post pubblicato in Il Paese, il 1 novembre 2010


 

 
In riferimento alla replica del Vice Sindaco, sulla questione del mutuo per finanziare il debito fuori bilancio riveniente da un esproprio per la costruzione del depuratore, apparsa in questi giorni sulla stampa locale, prendiamo atto delle dichiarazioni di chi, oggi più che mai, si rende responsabile delle sorti dei consiglieri di maggioranza-minoranza.
 
Il tenore degli interventi non può che lasciare indifferenti quanti, ben conoscendo il modo unico di questa Amministrazione di collazionare gli atti, sanno dell’irrefrenabile voglia di non dare a vedere l’immensa distanza che c’è tra il paese reale e quel fantastico mondo che si sforzano di rappresentare.
 
Il nostro intervento ancora una volta si muove nell’interesse dell’ente e di quei consiglieri che, anche dopo aver approvato l’atto in aula, sapranno rileggere i documenti senza doversi affidare alle rassicurazioni di chicchessia, magari iniziando a verificare l’attinenza delle norme citate ai fatti descritti. Siamo convinti che il ruolo assegnatoci non debba mai essere esercitato con sprovvedutezza o, peggio, con negligenza.
 
I passi annunciati ed intrapresi non termineranno certo in un battibecco giornalistico ma, come già dimostrato in passato, si svilupperanno -nostro malgrado- nelle sedi deputate all’analisi della questione con l’integrale documentazione che i più oggi ancora non conoscono.
 
Riteniamo infine che le nostre azioni nulla hanno a che vedere con la campagna elettorale, al contrario invece del modo di operare di chi non perde occasione per presenziare, intervenire o/e argomentare su tutto lo scibile amministrativo.
I risultati purtroppo sono sotto gli occhi di tutti.
 
Castellaneta 29 ottobre 2010
Rocco Rizzo – Progetto Comune
Angelo Loreto – Partito Democratico



permalink | inviato da PDCASTELLANETA il 1/11/2010 alle 18:29 | Versione per la stampa
Bilancio, ricorso alla corte dei conti
post pubblicato in Dal Mondo, il 29 ottobre 2010


C’E’ IL RISCHIO, SECONDO IL RICORSO, CHE I CONSIGLIERI COMUNALI DEBBANO “COPRIRE” 76MILA EURO   
lunedì 25 ottobre 2010

BILANCIO, RICORSO ALLA CORTE DEI CONTI

Dopo il ricorso all TAR che ha in un primo momento sospeso il bilancio 2010, poi riapprovato dalla giunta D’Alessandro, e che il 15 dicembre verrà discusso nel merito dal tribunale amministrativo di Lecce, i tre consiglieri comunali del Pd, Angelo Loreto, Luigi Notarfrancesco e Carmela Rubino, questa volta assieme al consigliere di Progetto Comune, Rocco Rizzo (prove di coalizione in vista delle comunali del 2010?), hanno annunciato che presenteranno a breve un esposto alla Corte dei Conti per segnalare una presunta illegittimità che la maggioranza di centrodestra avrebbe commesso nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

Con la delibera consiliare numero 32 del 15 ottobre l’amministrazione ha approvato al richiesta di un mutuo per far fronte ad un debito fuori bilancio di 170mila euro rinveniente da una sentenza del 2005 per l’esproprio del suolo dove sorge il depuratore. L’amministrazione ha chiesto un mutuo di 196mila euro ma, hanno spiegato ieri i consiglieri di opposizione, “dato che il debito è di 170mila euro dei quali 50mila sono già stati pagati, restano 120mila euro in “sorte capitale”. Specifichiamo “sorte capitale” – ed è questo il punto base della tesi dei quattro – perché una legge del 2001 stabilisce che le spese rinvenienti da sentenze possono essere finanziate con mutuo solo per la parte in sorte capitale”.

Ciò vuol dire che resterebbero “scoperti” 76milaeuro che verrebbero “coperti” direttamente dai consiglieri comunali che hanno votato il provvedimento, in quanto si tratterebbe di un errore tecnico – amministrativo. E vi sarebbero numerosi precedenti di sentenze simili, che i quattro consiglieri ieri hanno mostrato alla stampa.

“Abbiamo scelto la via dell’esposto – aggiungono i quattro – perché abbiamo capito che l’unico modo per evitare i danni di questa amministrazione è ricorrere nelle sedi opportune, ma dopo un dibattito in aula e dopo averli messi in guardia sui loro errori. Non ci ascoltano, e noi per l’ultima volta gli forniamo una via d’uscita. Ma d’ora in poi non sarà più così”.




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Un errore quel mutuo per pagare un debito
post pubblicato in Dal Mondo, il 29 ottobre 2010


Partito Democratico e Progetto Comune: carte alla Corte dei Conti  E-ail
lunedì 25 ottobre 2010

«Un errore quel mutuo per pagare un debito»

Quattro consiglieri dell’opposizione, tra cui tre del Pd e uno di Progetto Comune, annunciano che hanno intrapreso una nuova azione legale contro i consiglieri comunali di maggioranza, per un errore in un atto amministrativo.

L’atto in questione è una delibera di consiglio comunale, lan° 32 del 15 ottobre 2010, che integrava una precedente deliberazione. «Oggetto -si legge in una nota - è la richiesta di un mutuo per un debito fuori bilancio. I consiglieri di opposizione hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti per segnalare l’errore dell’atto amministrativo».

I consiglieri di maggioranza, infatti, «in quella delibera hanno richiesto un finanziamento di 196mila euro alla Cassa Depositi e Prestiti, per quello che risulta dal punto di vista formale un investimento. In realtà si tratta di una cifra di 170mila euro che il comune di Castellaneta è stato condannato a pagare ad un privato nel 2005. Il creditore è un privato al quale fu espropriato un terreno, individuato come suolo dove costruire il depuratore. Avendo fatto ricorso, il privato ha vinto la causa e il tribunale ha condannato il comune al risarcimento. Il debito residuo, oggi, è di 120mila euro per il quale il Comune ha deciso di chiedere il finanziamento alla Cassa Depositi e prestiti».

L’errore politico – amministrativo, secondo i consiglieri del Pd e di Progetto Comune, è «nel mancato rispetto della legge costituzionale 3/2001. Questa prevede infatti che si possano richiedere finanziamenti solo per investimenti riconosciuti come debiti fuori bilancio, ma soltanto per la parte di “sorte capitale”, cioè escludendo eventuali spese legali o gli interessi. L’errore è nel richiedere una somma di molto superiore a quella del debito residuo che il Comune dovrebbe versare. Ed è superiore anche al valore dei beni pignorati dal creditore nel 2009.

Proprio per la mancanza di alcuni documenti la Cassa Depositi e Prestiti non ha ancora accordato il mutuo che è stato richiesto un anno fa». «La responsabilità amministrativa - sottolineano i consiglieri di Pd e Progetto Comune - è dei consiglieri che hanno approvato la delibera del 15 ottobre 2010 a maggioranza in Consiglio comunale». E la responsabilità, denuncia l’opposizione, è economica: «Quindi chi ha votato per questa richiesta di finanziamento, se l’esposto alla Corte dei Conti rivelerà una responsabilità amministrativa, dovrà pagare di tasca propria».

«Noi abbiamo segnalato, in Consiglio comunale, l’errore al quale sarebbero incorsi, per una scelta di responsabilità», afferma Angelo Loreto che con Rocco Rizzo (Progetto Comune), Carmela Rubino e Luigi Notarfrancesco, ha dato il via all’azione legale.

«Ormai abbiamo preso piena coscienza che l’unico modo per evitare conseguenze che ricadano su tutta la comunità, dobbiamo intervenire direttamente sugli errori. Lo facciamo pubblicamente, in aula consiliare».




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IL TAR SOSPENDE IL BILANCIO DI PREVISONE 2010
post pubblicato in Il Paese, il 4 ottobre 2010


“LORETO E NOTARFRANCESCO MENTONO SAPENDO DI MENTIRE”

“RICORRONO AL TAR CONTRO IL BILANCIO 2010? FACCIANO PURE MA FINORA IL TAR CI HA SEMPRE DATO RAGIONE”

COSI’ IL VICE – SINDACO PERRONE NEI GIORNI PIU’ CALDI DELL’ESTATE

COSI’ LA DIFESA DEL COMUNE NELL’UDIENZA DEL 29 SETTEMBRE.

ORA, PERO’, SUPERATA L’ESTIVA INSOLAZIONE, IL

          BILANCIO E’ SOSPESO

IL TAR HA DATO RAGIONE AI CONSIGLIERI COMUNALI DEL PD ANGELO LORETO, CARMELA RUBINO E LUIGI NOTRAFRANCESCO

CASTELLANETA E’ FERMA E LE RESPONSABILITA’ RICADONO SU QUESTI SIGNORI:

IL SINDACO (AVVOCATO!)

CHE DIMOSTRA DI NON CONOSCERE LE REGOLE DEL COMUNE CHE AMMINISTRA E SUBISCE LE CRITICHE PUBBLICHE DEL VICE – SINDACO

IL VICE - SINDACO(QUASI AVVOCATO!)

CHE CREDENDOSI AL DI SOPRA DI TUTTI ASSICURA TUTTI E INSISTE NELL’ANDARE AVANTI, CRITICANDO PURE L’OPERATO DEL SINDACO

I CONSIGLIERI COMUNALI DI MAGGIORANZA (PROFESSIONISTI, LAUREATI ED ALTRO)

CHE PASSIVAMENTE ALZANO LA MANO.

PER COLPA DI QUESTI DIS-AMMINISTRATORI LA NOSTRA CITTA’ E’ PARALIZZATA

PER IL SINDACO E IL SUO VICE E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI TOGLIERE IL DISTURBO:

DIMETTETEVI!

AI CONSIGLIERI COMUNALI DAL VOTO FACILE CONSIGLIAMO DI TUTELARSI E DI NON OBBEDIRE A CHI, “MENTENDO SAPENDO DI MENTIRE”, ASSICURA CHE “E’ TUTTO REGOLARE”.

L’AMMINISTRAZIONE, SOLTANTO PER DIFENDERSI, E PERDERE, IN QUESTO GIUDIZIO HA IMPEGNATO 14.040,00 € DEI CITTADINI DI CASTELLANETA

NOI CI BATTIAMO PER GLI INTERESSI DELLA GENTE E, CONFIDANDO NELLA GIUSTIZIA, VINCIAMO CON MOLTO MENO!

L’AMMINISTRAZIONE, PER PERDERE, SCEGLIE PROFESSIONISTI ESTERNI

NOI, PER VINCERE, VALORIZZIAMO I GIOVANI CASTELLANETANI!

SE QUESTO E’ “TUTTO REGOLARE”

CASTELLANETA MERITA DI PIU’!

 




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I magistrati amministrativi hanno accolto il ricorso dei Democratici sul bilancio
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 4 ottobre 2010


I magistrati amministrativi hanno accolto il ricorso dei Democratici sul bilancio  E-mail
lunedì 04 ottobre 2010

COMUNE, DOPO LA SENTENZA DEL TAR NUOVO SCONTRO TRA IL PD E IL SINDACO. "D’ALESSANDRO: VITTORIA DI PIRRO DEL PD." "ANGELO LORETO: LA GIUNTA NON CONOSCE LE REGOLE" 

È scontro a distanza tra maggioranza e opposizione due giorni dopo la sentenza del Tar di Lecce che ha accolto la sospensiva del bilancio 2010 chiesta dai consiglieri del Partito democratico Angelo Loreto, Luigi Notarfrancesco e Carmela Rubino. Il Tar obbliga quindi la giunta D'Alessandro a tornare in consiglio, probabilmente a metà mese, per riapprovare il bilancio ed eventualmente riproporre l'emendamento "incriminato" che il primo cittadino presentò il giorno stesso del consiglio del 28 maggio scorso, ben oltre il limite che il regolamento comunale fissa per la presentazione degli emendamenti. Su questo punto si è basata la sospensiva del Tar, mentre gli altri sette presentati dal Pd andranno approfonditi in vista della seconda udienza di gennaio che entrerà nel merito e che potrebbe quindi riscontrare ulteriori mancanze nel bilancio.

«Ma è una vittoria di Pirro - dice il sindaco Italo D'Alessandro - di una opposizione cieca che guarda solo alla propria sopravvivenza politica e che quindi è poco attenta agli interessi concreti e ai bisogni della popolazione. L'ordinanza del Tar ha semplicemente evidenziato un vizio formale che provvederemo a sanare tempestivamente per riprendere con maggior lena l'attività di governo della città con una certezza, ovvero che la città non troverà nel Pd un atteggiamento collaborativo per la soluzione dei problemi, ma piuttosto esponenti in cerca di visibilità costi quel che costi».

L'assessore al Bilancio, Vito Perrone, fa invece sapere di condividere l'emendamento e aggiunge: «Pensavamo che l'opposizione avrebbe votato lo stesso l'emendamento pur non presentato nei tempi. Ho dato per scontata la loro collaborazione, come avviene in altre amministrazioni. E invece c'è un'opposizione matura e un'altra no».        

«Approvando il bilancio saremmo stati complici» replica Notarfrancesco. «Non siano troppo sicuri che si tratta solo di un vizio di forma e che tutto il resto va bene - contrattacca Loreto - perché a gennaio rischiano di farsi annullare anche il nuovo bilancio, oltre a quello sul quale abbiamo fatto ricorso. La sospensione del bilancio - conclude Loreto - ha tre responsabili: il sindaco - avvocato per il quale la sentenza del Tar ha dimostrato che non conoscele regole del Comune che amministra, l'assessore Perrone che ha sempre detto che tutto va bene e i consiglieri di maggioranza che hanno reso il consiglio comunale un votifico. Questi ultimi io invito a tutelarsi rispetto agli ordini di scuderia che ricevono».

Angelo Loreto

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno 02/10/2010

 




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BANDIERA BLU 2010 - DATI AUTOCERTIFICATI SENZA CONTROLLO
post pubblicato in Il Paese, il 14 settembre 2010


 

La Bandiera blu è assegnata dalla FEE (Foundation for Enviromental Education) che si occupa di spedire un questionario ai comuni costieri che rispondono alle domande, in autonomia. A risposte date, è il Comune che rispedisce al mittente il modulo. La FEE non fa altro che raccogliere i dati ricevuti e in base a quanto dichiarato dai comuni attribuisce le bandiere blu senza che nessuno valuti il pregio del paesaggio ne la qualità ambientale.
Conosciamo tutti la nostra marina ed è sotto l’occhio di tutti come nell’ultimo decennio Castellaneta marina sia abbandonata a se stessa. Sarebbe curioso conoscere come l’amministrazione comunale si è autovalutata per la gestione dei rifiuti, per la regolamentazione del traffico, per la quantità delle aree pedonali e soprattutto per la cura dell’arredo e il decoro urbano. Basti pensare alle continue lamentele che annualmente i proprietari degli immobili di Castellaneta marina rivolgono all’amministrazione comunale per il servizio di raccolta dei rifiuti, alla scarsa illuminazione pubblica e al problema dei parcheggi. Per non parlare dell’abbandono di strutture comunali come l’ex. colonia marina, degli accessi pubblici al mare scarsi e pericolosi, alla impossibilità di accesso per i disabili alla spiaggia libera, al problema della sicurezza (difficile flusso dei mezzi di soccorso e piste ciclabili non idonee) che il rifacimento del lungo mare ha causato, e dell’inesistenza di un piano di emergenza cui il comune dovrebbe dotarsi.
Sebbene lo scopo della FEE è quello di promuovere nelle località marine una gestione del territorio sostenibile, attraverso azioni atte a promuovere territorio e turismo nel rispetto dell’ambiente credo che Castellaneta, comune ancora privo di un piano comunale delle coste, possa vantarsi solo di una risorsa naturale come il mare di cui la sua qualità questa amministrazione di certo non ha nessun merito.
La bandiera blu è sicuramente un’occasione di attrazione turistica ma sarei più contento se la bandiera blu fosse assegnata con maggiore rispetto della realtà.

Luigi Notarfrancesco




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Nuova sede per il Flacco
post pubblicato in Dall'Italia, il 13 settembre 2010


Quindici aule, sei laboratori, duemila metri quadrati per la nuova sede dell’istituto superiore Flacco di Castellaneta che ospiterà le classi della sezione tecnico industriale. Questa mattina, sopralluogo del presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, dell’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri e del dirigente scolastico Vita Surico, alla presenza del vicepresidente del consiglio provinciale Marta Teresita Galeota e del dirigente Affari generali della Provincia, Stefano Semeraro.
Da domani inizierà il trasloco con sedie, banchi e computer che saranno trasferiti dalla vecchia sede a quella nuova, in via Taranto 183 a Castellaneta, in vista dell’imminente avvio dell’anno scolastico. “Con questo investimento – ha detto Florido – la Provincia di Taranto conferma il suo impegno a favore dell’edilizia scolastica. Come abbiamo sempre sostenuto, investire nella scuola significa scommettere sul futuro. E noi, ancora una volta, lo facciamo con determinazione e massimo impegno”.
L’assessore Carrieri ha fatto il punto della situazione, spiegando i dettagli dell’operazione: “Il nostro obiettivo è quello di garantire la massima funzionalità degli edifici scolastici dove studiano i nostri ragazzi. Per risolvere le ben note criticità di questo istituto, abbiamo avviato la procedura di un bando ad evidenza pubblica per reperire un immobile adatto ad ospitare una scuola. Ai proprietari dell’edificio la Provincia riconoscerà un canone annuo di 130mila euro per sei anni, comprensivo della quota di ammortamento dei lavori di ristrutturazione che si sono resi necessari per adeguare la struttura nel pieno rispetto della normativa in materia di edilizia scolastica. Dopo questo periodo – precisa ancora il titolare della delega ai Lavori pubblici della giunta Florido – il costo di locazione ovviamente diminuirà. È opportuno precisare che la valutazione economica del canone è stata sottoposta al giudizio dell’Agenzia del Territorio di Taranto, a conferma della massima trasparenza con cui opera l’Amministrazione provinciale”.
Per gli studenti della sezione tecnica del Flacco, dunque, tutto pronto per iniziare l’anno scolastico nel migliore dei modi. (cs)

 

fonte Notiziarioitaliano.it




permalink | inviato da PDCASTELLANETA il 13/9/2010 alle 9:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Comune pieno di debiti l’opposizione ricorre al Tar
post pubblicato in Il Paese, il 9 settembre 2010


Comune pieno di debiti l’opposizione ricorre al Tar

Castellaneta è il Comune più indebitato della provincia di Taranto, tra gli 82 più indebitati d'Italia. Un milione e 100mila euro di debiti, stando al bilancio consuntivo del 2008, secondo la recente relazione della Corte dei Conti. In media ogni cittadino, neonati compresi, deve 68 euro a fornitori di beni e servizi che l'amministrazione comunale deve ancora pagare. Un triste primato che scatena l'attacco dell'opposizione.         

«Lo diciamo da tempo ma in Consiglio comunale la maggioranza non ci ascolta. Anzi, temiamo che i debiti siano molti di più» dicono i consiglieri comunali del Partito democratico Angelo Loreto e Luigi Notarfrancesco che hanno incontrato la stampa per commentare il pesante passivo dell'ente civico e per illustrare il ricorso presentato al Tar di Lecce per chiedere l'annullamento, per presunte irregolarità, del bilancio di previsione 2010 approvato dalla maggioranza di centrodestra lo scorso 28 maggio.          

«Da tempo - dice il capogruppo Loreto - denunciamo la veridicità dei conti e lo stato di dissesto di fatto in cui versano le casse comunali, anche se con maquillage finanziario questo non si dà a vedere. Da tempo chiediamo la verità sui conti e ci sentiamo rispondere di strombazzanti avanzi   di bilancio di pochi centesimi. Ma soprattutto il centrodestra non permette la discussione, con il modo di fare dei loro consiglieri veri e propri zombie che non aprono mai la bocca in Consiglio comunale ma si limitano solo ad alzare la mano sulle indicazioni della giunta». «Quelle che abbiamo dalla Corte dei Conti - aggiunge Notarfrancesco - sono notizie delle quali non si dovrebbe gioire, ma proprio sul bilancio 2008 dicemmo che i debiti fuori bilancio riconosciuti in Consiglio non erano tutti. Ma non ci diedero retta. Crediamo anzi che ce ne siano diversi altri, il milione di euro secondo noi è sottostimato».  

«Per questo motivo l'unica strada perseguibile diventa quella di ricorrere al Tar» aggiunge Loreto annunciando il ricorso presentato il 21 luglio scorso alla giustizia amministrativa per chiedere di annullare il bilancio di previsione 2010 che venne approvato dopo 12 ore di discussione durante le quali gli esponenti di opposizione attaccarono la giunta D'Alessandro punto su punto. «E non sarà il primo ricorso che faremo per il quale dobbiamo ringraziare tanti professionisti che volontariamente ci hanno permesso di formulare il documento - dice ancora   il capogruppo del partito di opposizione - perché d'ora in avanti sarà questa la nostra linea».        

Una linea che il Pd sceglie di perseguire perché, conclude Loreto, «la maggioranza altro non è che un votificio, che ha trasformato il Consiglio comunale, che dovrebbe essere luogo di discussione, in un posto dove alzare le undici mani restando incollati alla propria poltrona». 

 

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno 12/08/2010




permalink | inviato da PDCASTELLANETA il 9/9/2010 alle 17:10 | Versione per la stampa
Castellaneta Marina 50 anni senza festa. I turisti: «Posto incantevole, ma i servizi sono insufficienti»
post pubblicato in Il Paese, il 9 settembre 2010


Castellaneta Marina ha compiuto cinquant’anni, ma nessuno se n’è accorto. Era il 1958 quando la Croce Rossa Italiana vi inaugurava la colonia per bambini ed il demanio comunale veniva lottizzato tutto intorno. Era il 1960 quando le ruspe iniziarono a tracciare i solchi di quel progetto geniale (insediamento urbano-turistico nell’immenso verde) partorito dal sindaco-onorevole Gabriele Semeraro.

«La licenza edilizia numero 1, datata 10 novembre 1962, fu concessa al sottoscritto. Nella villa ci sono rimasto sino al 2000, dopo aver operato assiduamente come pungolo alle amministrazioni comunali che si sono susseguite, con l’obiettivo di far migliorare la qualità della villeggiatura e provare a far decollare il turismo. L’ho fatto dal 1996, come fondatore prima e presidente dopo, per diversi mandati, dell’associazione proprietari Marina di Castellaneta. Ma oggi, con tristezza, prendo atto che i vecchi problemi di questa splendida località sono rimasti irrisolti».

Francesco Mancino, titolare da 34 anni dell’agenzia immobiliare «Marina» (segno distintivo del suo amore), per molto tempo è stato il grillo parlante di Palazzo di Città sul tema turismo. Non si sorprende del fatto che l’inchiesta della «Gazzetta» sull’estate castellanetana abbia fatto emergere la carenza dei servizi, la difettosa viabilità e l’insuf ficienza offerta ricreativa. «L’amministrazione civica si fregia di aver ottenuto nuovamente la Bandiera Blu - sottolinea un turista romano, Marco Agostino -; nulla da eccepire sulla qualità del mare, che è il più bello delle ultime estati. Ma come si può spiegare la lacuna nei servizi, che rappresentano una delle prerogative per ottenere il riconoscimento della fondazione europea?». Discariche realizzate illegalmente in pineta, cassonetti colmi di immondizia nauseabonda davanti alle ville private, buche stradali pericolose, asfalti consumati e sconnessi per via degli avvallamenti provocati dalle radici degli alberi, il cemento sovrastato dagli aghi dei pini, centri di raccolta degli stessi giudicati insufficienti da diversi cittadini.

La bocciatura sulla qualità della vita è sonora ed ha più voci. Come quella di Enrico Argenzio, che dal 1965 al 1990 è stato comandante della locale Guardia di Finanza: «Amo Castellaneta Marina, che rappresenta un’oasi naturale. Ma sia l’incuria dei residenti che l’inerzia degli amministratori, non permettono a questo posto di prendere il volo».        

Molte critiche si è attirata invece la ristrutturazione del lungomare Eroi del Mare. L’amministrazione-D’Alessandro ha inaugurato il tratto occidentale nel 2008 e nei prossimi mesi realizzerà in fotocopia il lato orientale. «Ma come si può pensare di costruire un lungomare dal quale il mare non si vede?» si chiede Angela De Chirico, giovane ingegnere di Roma, che approfondisce il suo pensiero: «L’intervento ha ridotto al   limite i sensi di marcia per le auto, diminuito i parcheggi e realizzato una pista ciclabile pericolosa, perché rialzata. Per non parlare dell’interminabile fila di paletti per la luce, attaccati l’uno con l’altro». Il pensiero è ripreso da   un parcheggiatore, che preferisce restare anonimo: «Ogni posto auto, a noi privati, dopo regolare asta, costa 60 euro. Il lotto, di nostra proprietà, vale circa 5mila euro. Dopo l’estate riusciamo a ricavare un guadagno, che è pane per le nostre famiglie. Ma a fine stagione la fatica accumulata è enorme. Spesso subiamo le proteste della gente, soprattutto quella in loco, che non considera giusto pagare per una macchina lasciata allo scoperto. È come se si trattasse di una sovrattassa comunale. Loro considerano esose 1,50 euro ad ora, però sborsano sino a 20 euro per un ombrellone e due sdraio…».

Paradossi dell’estate. Non solo castellanetana, ma anche italiana, «perché il turismo è una cosa seria e ci vogliono menti efficaci per gestirlo» evidenzia uno storico residente, il dottore potentino Adamo Rizzo. L’ex primario di cardiologia dell’ospedale San Carlo di Potenza è noto in Italia per aver rinunciato negli anni novanta all’indennità di sindaco di Savoia di Lucania, investendo tali risorse in opere pubbliche e borse di studio. «Il mio esempio può far riflettere nella discussione su questa bellissima località - evidenzia Rizzo -. Mi domando: dove finiscono gli introiti da noi versati al Comune per l’Ici? Perché l’amministrazione non li sfrutta per rendere vivibile la sua zona? Sono trent’anni che ci vengo, perché ho una villa da mantenere, ma i problemi restano gli stessi…».       

L’affetto per Castellaneta Marina è forte. Basta ascoltare l’avvocatessa bolognese Vania Giullori. «Qui ci vengo con la mia famiglia da bambina. Ogni estate ritrovo i vecchi amici. Negli anni abbiamo perso il cinema all’aperto ed abbiamo visto cambiare persone e costumi. Ora c’è molto pendolarismo, che soprattutto nel weekend crea l’effetto-ingorgo nel centro della località, presa d’assalto da famiglie e amanti della di   scoteca. Questo perché - continua il giovane legale - le attività sono concentrate in pieno borgo, dove il traffico pullula. Contestualmente, il lungomare è povero di attività commerciali, come negozi tipici e ristoranti, che fanno la ricchezza di altre località, più famose. Siamo in un posto di mare, ma sul litorale la sera manca la movida». Fortunatamente, ci sono i diversi proprietari dei lidi che cercano di garantire l’offerta socio-culturale, «che ultimamente vede il comune poco attivo. Sono anni che vengo all’Albatros Club con la mia famiglia - dice la signora potentina Rosa Bianchi -. Diamo atto al titolare Nino Semeraro della sua politica basata sulla qualità. Gli altri dovrebbero imitarlo. Il turismo è soprattutto frutto dell’ingegno dei privati».      

Incantata dalla sabbia dorata e dal mare limpido, è Roberta Mastrolillo. Andriese, laureanda in architettura, ha scelto Castellaneta per una piccola «ma intensa» fetta delle sue vacanze: «Posto bellissimo. Va però curato ed organizzato. Altrimenti così resterà anonimo». Gli aggettivi si sprecano per definire la località che insiste sui 9,5 chi   lometri dello Jonio occidentale. Marina di Castellaneta, attraverso i differenti comparti, garantisce 45915 posti letto, stando all’ultimo censimento comunale legato al Piano urbanistico generale, il cui iter rappresenta una storia fatta di guerre politiche e burocrazia. «Se l’inerzia amministrativa dovesse continuare, Castellaneta Marina si trasformerà in un toro impazzito, che la sua gente non riuscirà più a controllare» sentenzia Francesco Mancino. L’immobiliarista offre numeri chiave dell’estate 2010: «Le stime parlano del 40 per cento di presenze nella nostra località a luglio, ed il 70 ad agosto. Il pienone, qui, manca dai primi anni ottanta. Da allora la parabola è discendente». Le ragioni? «Sono i servizi insufficienti e la mancanza di un decentramento amministrativo permanente, oltre ad uno storico odio-amore da parte dei castellanetani per la bellissima zona marinara. Speriamo che in futuro verranno amministratori capaci di dare la svolta».

 Intanto l’estate sfuma. E Castellaneta Marina, con le sue bellezze, se ne va in letargo. Con un cinquantennio alle spalle e senza festeggiamenti in suo onore.

 

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno 29/08/2010




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