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Il Blog del Partito Democratico di Castellaneta

3 febbraio 2010
I Bollenti Spiriti a Castellaneta. Giovani idee per una Puglia Migliore
 In questi anni l'assessorato alle Politiche Giovanili, retto da Gugliemo Minervini, ha promosso una serie di iniziative denominate BOLLENTI SPIRITI le quali hanno permesso a numerosi giovani pugliesi di promuovere la propria la capacità progettuale, creativa e di intrapresa, di specializzarsi conseguendo master grazie a borse di studio regionali e, più in generale, di progettare il proprio futuro qui in Puglia.
Venerdì 5 avremo il piacere di ospitare l'artefice di tutto questo, l'assessore regionale Guglielmo Minervini (il quale farà il punto di questi magnifici cinque anni e promuoverà i bandi che saranno resi pubblici nei prossimi giorni) nonchè il consigliere regionale Paolo Costantino, ottimo rappresentante del nostro territorio.

Appuntamento dunque a venerdì 5 febbraio, ore 18.00, presso il Centro Polivalente Anziani di Castellaneta, in via don Luigi Sturzo. Non mancate.

LA PUGLIA MIGLIORE RIPARTE DAI GIOVANI.




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3 febbraio 2010
Il legittimo impedimento al rush finale. Bersani: 'Berlusconi blocca l'Italia'
 MILANO - Con il via libera all'articolo 2 (passato con 282 voti a favore, 224 contrari e 35 astenuti), si è concluso nell'Aula della Camera l'esame degli emendamenti al testo sul legittimo impedimento. Il voto finale è in programma dalle 17 (su Corriere.it sarà possibile seguire in diretta le dichiarazioni di voto). Pd e Idv hanno ribadito il loro "no" al testo e anche l'Udc, che martedì sembrava compatta nell'abbracciare la linea morbida di Pier Ferdinando Casini, ora fa un passo indietro. «L'Udc non voterà il legittimo impedimento sia perché il ddl sul processo breve non è stato formalmente ritirato, sia perché non ci convincono alcune delle modifiche avanzate dal Pdl e dal governo» ha detto il vicepresidente dei deputati Udc, Michele Vietti.

PD E IDV - In aula, Pier Luigi Bersani si scaglia duramente contro il provvedimento. «Cosa vuol dire discutere di salva processi e legge salva pentiti? E lodo Alfano uno e due? La gente capisce l'essenziale. Sono tutte cose complicate ma in comune hanno una cosa semplice: c'è di mezzo Berlusconi, un presidente del Consiglio che non vuole farsi giudicare, e tiene fermo, incagliato, su questo punto l'Italia» afferma il segretario del Pd. «È ora che prendiate atto che grande parte del Paese che governate non è disposta a chiamare riforme delle norme che cambiano le regole in corso d'opera, a processi in corso. Norme che non hanno astrattezza, se non in modo ipocrita, e che ignorano il principio di uguaglianza», ha aggiunto Bersani. «Il presidente del Consiglio, a questo punto della sua quindicennale carriera politica - ha sottolineato il leader del Pd rivolgendosi alla maggioranza -, potrebbe compiere un gesto di responsabilità, mettendo al primo posto l'Italia. Sentiremo la solita musica: 'Abbiamo il consenso, fateci governare...'. Ma chi vi ha impedito di governare?». Duro anche Antonio Di Pietro: «Una cosa è il legittimo impedimento perché ti sei rotto una gamba e sei in ospedale, un'altra è dire "faccio il ministro e il lavoro mi blocca". Prenditi un sabato mattina per andare in tribunale, invece di andare a sciare o andare con la Noemi di turno» è l'affondo del leader dell'Idv, che ha ribadito così il suo "no" al provvedimento. «Oggi è in corso un omicidio della legalità - spiega - Alcune persone hanno occupato le istituzioni e seguendo un modello piduista le stanno trasformando in loro dipendenze» ha aggiunto l'ex pm. «Solo in un Paese barbaro e dittatoriale si può immaginare che un presidente del Consiglio si faccia fare una legge apposita per non farsi processare».




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1 febbraio 2010
L'anno vecchio di Castellaneta
 Da un mese è cominciato, a Castellaneta, un anno vecchio. Vecchio perché niente è cambiato rispetto agli scorsi anni e, anzi, tutto sembra peggiorare.

Il Pug, come sanno ormai anche i bambini, è fermo da sempre. Questo strumento, necessario quanto ancora inesistente, che a sentire il sindaco sarebbe dovuto essere portato in Consiglio ormai un paio di campagne elettorali fa, viene utilizzato come oggetto di trattative tra le tre o quattro fazioni che compongono (o dividono) il centrodestra, il quale ci regala scorci della propria battaglia intestina anche sulla stampa locale. L’ammutinamento dei consiglieri cosiddetti briziani ha trovato la sua massima espressione nell’ultimo Consiglio Comunale, da loro disertato. In aula lo scenario era apocalittico: una maggioranza (che maggioranza non è) ridotta a soli sei elementi effettivi.

A compensare le suddette assenze c’erano tre consiglieri del Partito Democratico (la sottoscritta, Angelo Loreto e Luigi Notarfrancesco) i quali hanno “salvato” Castellaneta: senza il nostro voto favorevole sarebbe saltata la partecipazione del nostro Comune ai Piani di Zona per i servizi sociali e oggi i cittadini non avrebbero potuto usufruire di servizi come, ad esempio, l’assistenza domiciliare, quella per i disabili e per i minori.

Alla luce di queste laceranti divisioni, non ci si stupisce che si liquidino grossolanamente questioni, come quella del crollo, che meriterebbero di essere affrontate con la massima serietà e con il più alto senso di responsabilità. E’ sconsolante vedere l’esasperazione dei parenti delle vittime del 7 febbraio 1985 affidata ai muri del paese perchè l’amministrazione comunale è sorda.

Sempre noi tre del Pd, insieme ai consiglieri Rizzo e Giuseppe Rochira, ci eravamo fatti portavoce di questo dramma irrisolto, costringendo ad un Consiglio monotematico chi a quel dramma si è sempre dimostrato indifferente. La risposta del centrodestra è sotto gli occhi di tutti.

La triste considerazione finale è che Castellaneta non ha una maggioranza ma solo – purtroppo- una opposizione responsabile. Quella opposizione che resta sempre e comunque in aula, che non ha timore di discutere tutti i punti all’ordine del giorno, che propone e si assume responsabilità senza mai lavarsene pilatescamente le mani, che affronta di petto le questioni, per quanto spinose e controverse siano.



Carmela Rubino, consigliere comunale PD




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1 febbraio 2010
"Nel parco eolico di Castellaneta utilizzato denaro di provenienza illecita"
 

Le mani della criminalità sull'eolico a Castellaneta. Sembra profilarsi il reato di riciclaggio di denaro di provenienza illecita nell'investimento per la realizzazione di un mega parco di pale eoliche per la produzione di energia elettrica dal vento. E' quanto emerge dalla relazione che il presidente della Corte di Appello di Lecce, Mario Buffa, ha tenuto sabato nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.

Citando espressamente il caso-Castellaneta, sul quale da circa un anno indaga l'Antimafia dopo un dettagliato esposto dell'ex sindaco ed ora consigliere comunale di opposizione, Rocco Loreto, poi illustrato dalla Gazzetta nella primavera del 2008, Buffa ha chiaramente parlato di «delitto di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita», facendo riferimento a canoni di locazione di terreni su cui verrebbero costruiti gli impianti «con valori del tutto sproporzionati rispetto a quelli correnti per aree a destinazione agricola». Così, mentre è stata chiesta l'archiviazione per la posizione riguardante gli amministratori (la giunta D'Alessandro è in carica dal 2007), si aggrava la posizione delle aziende che vorrebbero realizzare un parco da circa 40 mega pale eoliche che ha anche ottenuto un primo via libera dal dipartimento ambientale della Regione. 

«Quanto alle indagini già in corso sulle attività connesse alla installazione nel territorio del comune di Castellaneta di un parco eolico ed i relativi interessi di società (cui partecipavano anche enti inseriti in centri finanziari off-shore) il cui capitale era apparso inadeguato ai gravosi impegni finanziari e patrimoniali necessari per la realizzazione del progetto imprenditoriale ed i cui rappresentanti avevano dimostrato la disponibilità di ingenti liquidità utilizzate per il pagamento ai proprietari delle aree destinate alla installazione delle turbine e delle centrali di somme a titolo di acconto sul prezzo o sui canoni di locazione, con valori del tutto spro   porzionati rispetto a quelli correnti per aree a destinazione agricola, la posizione dei titolari delle imprese interessate - rileva il magistrato - è stata separata dal procedimento e trasmessa alla Dda (Direzione distrettuale antimafia - ndr) presso la Procura della Repubblica di Napoli, territorialmente competente per il delitto di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, mentre è stata richiesta l’archiviazione per la restante parte riguardante eventuali profili di illiceità nella condotta degli amministratori locali».   

Questo il passaggio integrale della relazione che il presidente della Corte di Appello di Lecce ha tenuto sabato. Quelle ombre e quei sospetti che erano stati sollevati all'indomani delle elezioni comunali sembrano dunque prendere corpo. A questo punto le future ed eventuali novità arriveranno da Napoli, per capire se la massiccia corsa all'eolico nel territorio del comune di Castellaneta è un grande e ambizioso progetto industriale o se nasconde, invece, un fine illecito.

Angelo Loreto, Gazzetta di Taranto




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30 gennaio 2010
Medici senza Frontiere per Haiti
 

Pubblichiamo il link di Medici senza Frontiere in cui troverete tutte le informazioni necessarie per effettuare una donazione in favore della sfortunata popolazione haitiana, colpita da un devastante terremoto. Con 30 € di donazione si può garantire materiale di medicazione di base sufficiente a trattare 20 persone. Con 60 € un kit per le trasfusioni e con 140 € farmaci e strumenti medici di primo soccorso per assistere 500 vittime.


https://www.medicisenzafrontiere.it/donazionionline/default.asp?codiceDestinazione=4



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30 gennaio 2010
Si sblocca il disegno di legge sulla sanità: la maggioranza va avanti
  
BARI -Sì a maggioranza della commissione sanità al disegno di legge che riunisce le norme in materia di sanità e assistenza sociosanitaria stralciate dal ddl omnibus. È servito un intero pomeriggio all’organismo consiliare presieduto da Dino Marino per esaminare i cinquantadue articoli dell’iniziativa legislativa. Contrario il voto dell’opposizione, rappresentata nell’ultima fase della seduta dai consiglieri Giuseppe Marinotti e Sergio Surico, che hanno condiviso con la maggioranza gli interventi finalizzati a razionalizzare la spesa. All’unanimità, infatti, sono state approvate le norme che proseguono il percorso di razionalizzazione in materia di contratti e appalti, le tariffe per prestazioni specialistiche, le protesi, i controlli degli atti e le verifiche dei bilanci asl.
Tra gli emendamenti, tutti d’accordo anche sulla modifica che consentirà di considerare nelle selezioni per il reclutamento del personale 118 l’attività svolta dagli operatori delle associazioni di volontariato, attive nei servizi di emergenza.
Le norme che disciplinano le strutture delle asl sono state rinviate ad un approfondimento, prima della seduta consiliare sul ddl, insieme agli articoli aggiuntivi.
Abbiamo compiuto solo metà dell’opera - ha commentato a conclusione dei lavori il presidente Dino Marino – ora tocca al Consiglio votare l’intera legge che mette un punto fermo e chiaro sulla sanità regionale, secondo criteri di trasparenza, oculatezza della spesa, rispetto dei diritti di pazienti, cittadini e operatori sociosanitari, per molti dei quali è finalmente prossima la fase del precariato attraverso l’estensione dei processi di stabilizzazione ed internalizzazione”



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28 gennaio 2010
Approvate due leggi in Commissione Fondi per le famiglie dei deceduti sul lavoro e per i disabili gravi
 BARI - Nell’attesa che vengano presentati gli emendamenti alle “norme urgenti in materia di sanità” (la parte spacchettata dell’omnibus relativa alle politiche della salute), la terza commissione ha votato all’unanimità due disegni di legge.

Il primo riguarda l’istituzione di un fondo di solidarietà ai familiari di lavoratrici e lavoratori deceduti a causa di incidenti nei luoghi di lavoro.
Una iniziativa legislativa che secondo il presidente della terza commissione, Dino Marino, nasce dalla considerazione dell’alto numero di decessi a seguito di infortuni sui luoghi di lavoro.
Si tratta di un contributo uno tantum, aggiuntivo rispetto ad eventuali emolumenti o indennizzi derivanti da altri obblighi di legge, assicurativi o previdenziali.
Tali norme si estendono anche alle casalinghe, in quanto una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoro della casalinga è un lavoro vero e proprio che “non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende di domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare”.
Nel rispetto del principio di uguaglianza gli effetti della legge si estendono anche ai cittadini immigrati presenti sul territorio regionale.
Questo disegno di legge trova copertura finanziaria per l’anno 2010, nella misura del 3% dello stanziamento previsto per il fondo globale per i servizi assistenziali.

Il secondo disegno di legge approvato all’unanimità dalla commissione riguarda, invece, l’istituzione di un fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficienti e i loro nuclei familiari.
“Questo fondo – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali, Elena Gentile – è istituito per incrementare il sistema di protezione sociale e di cura per le persone non autosufficienti. Abbiamo l’obiettivo di migliorare la qualità e l’appropriatezza delle risposte assistenziali; realizzare il potenziamento di un sistema improntato alla prevenzione della non autosufficienza e della fragilità; promuovere percorsi assistenziali che favoriscano la vita indipendente e la permanenza a domicilio delle persone autosufficienti”.
Sono destinatari di questo fondo tutte le persone non autosufficienti residenti in Puglia.

28 Gennaio 2010 Il Consigliere Regionale del PD Paolo Costantino



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28 gennaio 2010
Caso Cosentino, la Cassazione: "Legittima l'ordinanza d'arresto"
 ROMA - La Cassazione ha dichiarato legittima l'ordinanza di arresto per Nicola Cosentino, il sottosegretario all'Economia accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei Casalesi. La pronuncia non avrà comunque conseguenze immediate: il 10 dicembre scorso la Camera ha respinto la richiesta dei magistrati partenopei (360 no all'arresto contro 226 voti a favore, 51 voti in piuù della maggioranza). Il deputato del Pdl, che fino al suo coinvolgimento nell'inchiesta era il candidato il pectore a governatore della Campania, non potrà quindi essere arrestato fino quando rimarrà in Parlamento.

La prima sezione penale della Cassazione ha respinto  il ricorso con il quale il parlamentare del centrodestra aveva contestato l'rodinanza emessa dal Gip di Napoli il 7 novembre scorso. In questo senso si era espresso in mattinata il sostituto procuratore della Cassazione Vito Monetti. 

Dopo la sentenza, l'avvocato Stefano Montone, che con il collega Agostino De Caro difende il sottosegretario, ha auspicato tempi brevi per il processo "per fare in modo di superare i limiti di segretezza degli atti e far cadere tutte le accuse".  "Prendiamo atto della decisione della Corte, che evidentemente ha ritenuto il provvedimento giudiziario del gip privo di vizi formali - ha aggiunto  - vedremo le motivazioni".

Quanto alla possibilità che il loro assistito venga arrestato una volta che non sia più parlamentare, i due legali hanno espresso la speranza "che il giorno in cui non sarà più in Parlamento sarà già stato assolto dalle accuse. Siamo sicuri che tutta la vicenda si sarà chiarita e che Cosentino non avrà nulla da temere nemmeno nell'ipotesi in cui, un domani, non fosse più parlamentare".



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26 gennaio 2010
Adesso Nichi ci crede «A marzo vinciamo di nuovo»
 «Finalmente anche per me è arrivato il capodanno. Politico, s’intende». Nichi Vendola sorride mentre cammina sul lungomare di Bari. «È come se ieri sera, col voto, avessi seppellito un anno negativo». Il governatore della Puglia è così. Ha chiesto e ottenuto di andare alle primarie, le ha vinte con ampio margine – il dato definitivo è di 67,15% contro il 32,85% incassato dal deputato Pd Francesco Boccia – si è aggiudicato la candidatura alle regionali di marzo e la prima cosa che gli viene fuori è la confessione di una «sofferenza» superata grazie a questo voto, con buona pace della separazione tra pubblico e privato o tra ragionamento politico e sfera emotiva. «Il 2009 è stato per me un anno molto difficile. Ho perso mio padre, ho avuto dolori privati, laceranti, e ho anche vissuto pene pubbliche, la strumentalizzazione politica di inchieste che non riguardavano me, ma che sono state utilizzate per schizzarmi fango addosso. Alcune volte mi sono sentito solo. Alcune volte ho anche vissuto l’incubo di essere arrestato. Ecco, dopo questa notte è finita».

Sembra fatto apposta ma dopo un intero fine settimana di vento gelido e cielo coperto spunta qualche raggio di sole. «Qualcuno che immaginava potessero ancora danzare delle ombre attorno alla mia persona ha dovuto accorgersi del fatto che queste ombre sono state esorcizzate da un grandissimo affetto popolare». Vendola deve raggiungere il Kursaal Santalucia per partecipare a un incontro del festival del cinema Bif&est , in corso a Bari. C’è il regista Citto Maselli, che al congresso di Rifondazione si era schierato contro di lui, ma oggi sono solo sorrisi e abbracci. Sarà che tutto sembra andare per il meglio, ma a questo punto Vendola si lascia andare a quest’altra confessione: «Ne sono certo, a marzo vinciamo». E qui comincia l’analisi politica, perché poi il governatore pugliese non si sente «un incantatore di serpenti sostenuto da una platea di gente con l’anello al naso». Le primarie, dice, sono servite innanzitutto al centrosinistra: «Ora è più forte. Lo abbiamo aiutato a ritrovare la strada del rapporto col proprio popolo e con le proprie ragioni». Prima di uscire di casa ha saputo della nota diffusa da Massimo D’Alema, quel riconoscimento del fatto che la sua «larga vittoria conferma il legame» del presidente uscente «con tanta parte dell’elettorato di centrosinistra, compresi gli elettori del Pd», quella promessa di un «sostegno leale» da parte di un partito che ora deve «ritrovare la sua unità», quell’ammissione, anche, della «responsabilità» di non essere riusciti in questa breve campagna elettorale «a rendere chiaro anzitutto ai nostri elettori la portata del confronto». Vendola incassa, e un po’ contraccambia, un po’ ribadisce il concetto che è andato ripetendo in queste settimane, e cioè che non sta ai soli «apparati» prendere le decisioni fondamentali. «D’Alema è stato coraggioso, ha scelto di indicare al suo partito le primarie, che sono un gioco senza rete perché entra un protagonista che è a volte imprevedibile. Ha accettato, ha condiviso l’idea di cedere sovranità nei confronti di un pezzo di popolo. E quindi oggi siamo tutti più forti, anche lui». Resta il fatto che la strategia di D’Alema mirava a chiudere un accordo con l’Udc, che portasse a un’alleanza in Puglia alle regionali di marzo. Vendola sorride col sorriso di chi la sa lunga. «L’Udc ha una difficoltà crescente a costruire alleanze con il centrodestra. Io sono pronto a confrontarmi con loro, le nostre porte sono aperte, se vogliamo costruire assieme una piattaforma riformatrice». Sa che è impossibile, sa che Casini l’ha detto chiaro e tondo che con lui candidato nessuna alleanza è possibile, però aggiunge una frase che sembra anticipare quello che il leader Udc dirà di lì a poco in una conferenza stampa a Roma. «Quello che sto cercando di fare è arrivare a un compromesso con le forze della sinistra e con coloro che si considerano moderati». E chissà se è a questo che si riferisce con la parola «compromesso», ma fatto sta che Casini annuncia che i centristi sosterranno Adriana Poli Bortone e non si alleeranno con il Pdl. Appena lo viene a sapere, Vendola si mostra ancora più sicuro: «Il centrodestra va incontro a una sconfitta annunciata».



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26 gennaio 2010
Alle regionali per vincere.


 

La campagna elettorale del Partito democratico per le elezioni regionali si concentrerà su "una battaglia legata all'agenda degli italiani", contro le "favole" raccontate dal governo. Così Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, riassume alcuni dei temi trattati nella sua relazione alla Direzione nazionale dei democratici conclusasi poche ore prima. "Abbiamo avuto una discussione aperta e positiva: non mi pare si debba parlare di rinvii e di scontri ma di una discussione per proiettare il partito agli appuntamenti politici che abbiamo di fronte, a cominciare dalle regionali. In questa battaglia vogliamo sollevare con forza i temi della condizione reale dei cittadini italiani e combattere le favole che dicono che stiamo meglio degli altri e che la crisi è alle spalle. Vogliamo combattere questo meccanismo quotidiano di distrazioni di massa, di balle libere che vengono lanciate ad esempio sul fisco". Secondo il segretario, i temi da porre sono quelli "del lavoro per i giovani, dei redditi che vengono colpiti, dei consumi che calano, dei prezzi che crescono, dei rischi che il paese rimpicciolisca. Non vogliamo fare le nostre proposte con toni catastrofisti ma con l'idea di fare da sponda a chi pensa che l'anno prossimo può essere meglio di questo". Per rilanciare questi temi, precisa Bersani, "stiamo organizzando le nostre iniziative a partire da quelle dirette a sollecitare adesioni al Pd e a un potenziamento delle mille piazze sui temi del lavoro, dei redditi, della scuola e dell'ambiente".

Le alleanze. Il leader ripete ai giornalisti quanto già esposto alla direzione nazionale in tema di alleanze: ''Il tema delle alleanze viene da noi discusso non in chiave politicista, ma nel senso di una alleanza con i cittadini. Il PD tenterà di convergere con “tutte le forze che per esempio si oppongono al processo breve, che chiedono nuove politiche per la famiglia, che sull'immigrazione parlano con toni diversi da quelli del governo. Alle regionali vogliamo presentarci con un profilo politico chiaro per gli elettori. I lavori sono ancora in corso, e tuttavia l'idea di accorciare le distanze fra i partiti che si oppongono al governo e' un'intenzione che ha mostrato di non essere un'illusione''. Lo dimostra il fatto che in dieci regioni, ''il quadro delle candidature e delle alleanze e' stato definito'', e nella maggior parte dei casi il candidato governatore e' espresso dal Pd, mentre in tre ''si e' ricorso a personalità come Bonino, Vendola e Bortolussi. Stiamo lavorando per completare il quadro”.

Puglia. L’attenzione del segretario si sposta poi sulla notizia del giorno, la vittoria di Nichi Vendola alle primarie pugliesi. “Confermo pieno sostegno a Vendola. – afferma Bersani - Le primarie le abbiamo inventate noi e sappiamo che al termine, chi perde aiuta l'altro. Anche perché nella candidatura di Boccia c'era un'idea di schieramento che non escludeva Vendola. Ora si tratta di lavorare anche in quella regione perche' siano in campo tutte le forze e si smentisca la speranza di rivincita della destra”. Una riflessione anche nell’Udc che oggi ha comunicato la sua scelta di presentarsi da solo in Puglia: “Abbiamo preso atto della scelta dell'Udc che si e' ritagliato una posizione autonoma. Noi continuiamo a lavorare per avere candidature e alleanze competitive".

Dal PD decisioni alla luce del sole. Sul metodo con cui i democratici sono pervenuti e perverranno ai nomi dei candidati, ribadisce: “Non c'e' una alternativa assoluta 'primarie si, primarie no'. La decisione viene presa dalle assemblee regionali del Pd, che sono il luogo della decisione politica. Noi siamo un partito federale e non abbiamo per statuto un meccanismo per decidere centralmente le candidature. Noi non abbiamo una via Bellerio o un Arcore dove si decide tutto. Noi lavoriamo 'en plein air', e la stampa può seguirci e fare le sue valutazioni; ma sfidiamo la stampa a fare altrettanto con la destra. Quello che sembra oggi una debolezza si rivelerà una forza e si vedrà che il Pd non e' nella riserva indiana. Siamo competitivi e ce la giocheremo".



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